
Su un pezzo di mondo come un’altro, lambito dal Mediterraneo e favorito da un sole a volte troppo insistente (ma andatelo a dire a quelli di Milano o Torino che qui c’è troppo sole !) esiste un comune spaccato in due, come il Visconte Dimezzato : in riva al mare c’è Arma, cresciuta negli anni settanta grazie ai palazzinari locali, che hanno messo su, mattone dopo mattone, veri mostri architettonici il cui solo vantaggio è che possono ospitare un sacco di gente durante le vacanze. Le spiagge sono belle e ampie come in nessun altro posto della Riviera Ligure e, grazie ai moli che costeggiano la spiaggia, io, che non sono una nuotatrice scriteriata e neppure coraggiosa, faccio il bagno sempre, anche quando c’è tempesta, perché il mare, poverino, è costretto a starsene dall’altra parte, a parte qualche zampata rabbiosa sugli scogli che non fa paura a nessuno ! Per tenerlo tranquillo, i bagnini issano la bandiera rossa, pur non essendo leninisti. Ma il mare, si sa, è di sinistra !
A tre km dal mare c’è il « lato oscuro » del Comune, Taggia: un bellissimo borgo medievale che la maggior parte dei turisti ignora, perché tre chilometri gli sembrano una distanza siderale, va a sapere perché ! Che gli ammistratori del Comune neanche conoscono, altrimenti ci farebbero più attenzione invece di inventarsi migliorìe che risultano drammatiche per gli abitanti…ma questa è un’altra storia.

A Taggia, su una terrazza che domina la Via San Dalmazzo e dalla quale si vede il mare che sbriluccica nelle notti di luna piena, ci sto io, traditrice « armasca » fattasi « taggiasca ». Una cosa quasi senza precedenti, che mi rimproverano tutti i giorni i miei ex-concittadini.
E, tra una rostella e l’altra, m’innamoro ogni giorno di più di questo borgo « selvaggio » non natìo , in cui la gente vive, lavora, « ciapetta » sui gradini nelle ore più calde, s’incazza ed urla, canta e fa casino salvo nell’ora della siesta, e prepara le conserve di pomodoro al mattino presto. Pian piano vi farò conoscere i miei vicini. Seguitemi regolarmente e conoscere Andrettin, il più anziano maddalenante; Peppe, un meccanico geniale che recupera e rimonta i motorini che gli altri buttano dal ferrivecchi ; Paolo, chitarrista classico tanto virtuoso quanto modesto…e tanti altr, perché la via San Dalmazzo è lunghissima, va su fino alle stelle e giù fino in Africa.
In basso stiamo noi, abitanti di Taggia, in alto, sui tetti, ci stanno i gatti, coi quali bisticciamo molto spesso. Agamennone, Ettore e Ulisse, per non parlare degli altri, sono i padroni dei tetti, e quindi anche un po’ i nostri. Ci sta anche un’anziana signora che racconta la sua vita al telefono un’ora ogni sera, forse in un posto molto lontano perché parla fortissimo. Così imparo a conoscerla e vi posso dire, ad esempio, che in una notte di temporale, il suo defunto marito la svegliò per farsi fare un piatto di spaghetti ! Fatto memorabile di cui ancora si ricorda dopo cinquant’anni.
Dans un bout de monde comme un autre, léché par la Méditerranée et par un soleil un peu trop insistant (allez donc le dire aux Parisiens qu’il y a trop de soleil !) il existe une commune cassée en deux, comme le Vicomte Pourfendu : au bord de la mer, Arma a grandi à l’époque des abus immobiliers. Quelques monstres architecturaux qui ont un avantage : il y a de la place pour plein de touristes. Les plages sont belles et amples, quelque peu (trop) privatisées, spéculation oblige. Encore un avantage et pas des moindres, pour la nageuse peu courageuse que je suis. On peut s’y baigner par n’importe quel temps, grâce aux jetées qui festonnent le long de la plage. Par tempête, à la rigueur la mer essaie quelques coups de griffes, mais ça ne va pas loin. Les maîtres nageurs hissent le drapeau rouge, ce qui ne veut pas dire qu’ils sont léninistes : ils savent simplement que la mer…est de gauche !!!
À trois kilomètres d’Arma , voici le « côté obscur » : un magnifique bourg moyenâgeux que la paresse de la plupart des touristes ne connaissent pas. Quoi ? Trois kilomètres ? mais c’est infranchissable !
À Taggia, une terrasse qui domine la Via San Dalmazzo, d’où l’on voit la mer frissonner sous la lune : c’est là que j’habite. Traîtresse aux miens, car je suis née à Arma, de plus en plus amoureuse de ce bourg « sauvage », où les gens vivent, travaillent, aiment, se chamaillent, chantent (pas toujours très bien, à vrai dire !) sauf à l’heure de la sieste. Et quand toutes les cloches de la ville sonnent, à midi, c’est un vrai tremblement d’air. Je vous le promets, je vous présenterai mes voisins : Andrettin, le plus ancien de la fête de la Maddalena ; Peppe, un grand mécanicien méconnu capable de vous remonter une Mercedes ; Paolo, guitariste classique avec beaucoup de talent et trop de modestie, et tant d’autres.
Dans la ville haute il y a aussi un « bas » et un « haut » : en bas il y a nous, les habitants de Taggia, en haut il y a les patrons des toits, les chats, avec lesquels on se bagarre sans arrêt. Agamemnon, Hector, Ulysse …Sur les toits, à partir de huit heures du soir en été, il y a aussi une vieille dame qui communique sûrement avec l’autre bout du monde par portable interposé, vu qu’on peut l’entendre de partout. C’est grâce à cela que je commence petit à petit à connaître sa vie. Je sais par exemple qu’un soir d’orage, son défunt mari l’a réveillé à minuit pour se faire cuire des pâtes…
ma c he bella idea!!! il mondo visto da una via….ma quanto è grande?!!!! il microcosmo…..-:)))))))!!!!!!!!!!!! uuhhhmmmmmmmmmmmmm
DANIELA
Il microcosmo infinito: ci vorranno decenni per percorrerlo tutto, sarai paziente e ci seguirai ? Ci darai consigli ? Lo farai conoscere ? Da soli diventeremo un intero pianeta!
gentile signora Fulvia, mi complimento per il suo blog e per l’amore per Taggia che trasuda dalle sue parole. Lei ha materile interessantissimo per la promozione del mio e suo territorio. Sarebbe un onore per me incontrarla se lo gradisce. La mia mail la trova sul sito del comune. grazie. PS. andriè e Teresa sono straordinari nella sua fotografia.
Matteo CAGNACCI: Grazie molte per il suo messaggio. Fa piacere sentirsi “ascoltati”. Tra poco sarà un rete un breve filmato con Andrettìn: “Quando c’erano i muli”.
Ed è ben vero che mi sono innamorata di Taggia e vorrei far innamorare altre persone che non la conoscono: anche per questo il blog è bilingue.
brava Fulvia, mi ha commosso la citazione di Calvino sui liguri. Ovvio che era sin troppo facile ritrovarsi …
DANIELA M.: Facile, sì, ma ho cominciato a pensare ai miei amici e a chiedermi che “liguri” sono ! Tu ed io siamo nella stessa categoria, ma sempre attaccate allo scoglio, malgrado la distanza!
(Ah, Italo Calvino, come ci manca! Lo ritrovo spesso per le strade di questa città in cui ha vissuto, nei palazzi di mattoni rossi in cui ha abitato. Quando compero il formaggio penso ogni volta allo sguardo acuto di Palomar, e quando mi perdo, la sera, alle città invisibili che continuano a vivere dietro i muri di pietra, nelle avenues e nei giardini del Luxembourg)/
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