Archivio Mensile: agosto 2010

Lavoro nero

Il riposo del giusto

Un breve riposo per il nostro “muratore” al nero, prima di tornare in cantina. Per essere nostri ospiti – lo avrete capito -bisogna lavorare! Gérard è venuto da Parigi per aver l’onore di impiastricciar muri. Come Guy, sarà ospite “perpetuo” a San Benedetto, perché a Taggia le cantine servono a festeggiare meglio il Santo incendiario.

Un muratore che ha della grinta

Travail au noir

Vous l’aurez compris: pour avoir la chance de faire la sieste sur la Terrasse, il faut travailler dans la cave. C’est ce qu’a fait Gérard, qui est venu (presque) exprès de Paris. Comme avant lui Guy, il sera l’hôte “à perpétuité” de la Fête de la St. Benoît. Car c’est bien à ça que sert une cave à Taggia: à mieux fêter le Saint incendiaire.

GLI OSPITI DELLA TERRAZZA

E la sera, come nel villaggio di Asterix, cena sotto le stelle. I gatti, dai tetti, ci guardano (invisibili ed invidiosi).

On ne laissera pas chanter le Barde!

Sous l’oeil de :

Superbaldo

Quelli che “fanno”…(un po’ di magia d’agosto)

La notte di ...Santo Stefano

Da queste parti siete in molti  a conoscerli, ma ve li presentiamo lo stesso. I componenti della compagnia “Musical I love you“, nella vita di tutti i giorni, lavorano come tutti noi.

Vi sfido a riconoscere la ragazza che vi aiuta nello scegliere i prodotti per il bricolage, o la compagna di banco del liceo nei personaggi scintillanti di “Cats” o “Notre Dame de Paris”. Ma hanno una passione, e la sera si trasformano.

A sinistra Paola: l'avete riconosciuta ?

I nostri hanno talento da vendere, ma forse non è questa la lora principale caratteristica. Sul palco notturno di Santo Stefano al Mare, sotto una poetica luna di cartone e con un’ottima orchestra “live”, nasce tra il pubblico l’emozione e la gratitudine per la generosià con la quale cantanti, ballerini e musicisti si esibiscono.

Sono bravissimi nei musical altrui. A noi della Terrazza, qualcuno ha detto che ne stanno preparando uno originale.

Come nei fumetti, scriviamo quindi

Il seguito alla prossima puntata…

PS. Come ci piacerebbe avere anche noi, come insegnante , Manuela Gaslini con la sua voce da brivido!

Manuela e Luca

PARMI CE QUI FONT…

Ici beaucoup de gens les connaissent. Les artistes de la compagnie “Musical I love you” allient le talent et la générosité. Pendant la journée, ils travaillent tous comme vous et moi, mais le soir ils se transforment. “Cats“, “Notre Dame de Paris”: des voix à vous donner des frissons, je vous mets au défi de reconnaître dans les personnages hauts en couleurs qu’ils interprètent la marchande qui vous conseille pour le bricolage, ou votre camarade de lycée.

En plus d’interpréter des musical connus, une indiscrétion: nos amis sont en train de préparer une pièce originale, musique danse et parole. Sur quel thème ? J’en sais quelque chose mais je ne vous le dis pas!

à suivre…

Au revoir!

Chi non lavora…

Travailleurs de la cave

Qui da noi, chi non lavora non mangia. Eppure gli amici vengono da lontano per darci una mano, come Guy, che sta in una bellissima regione francese, il Luberon.

” Povero Guido”, dice Anna. Ma che povero, c’è forse un posto migliore, al mondo, della Via San Dalmazzo ?

Per altro, non contento di lavorare in cantina, Guy lavora anche sulla terrazza.

Un vero professionista del coltellaccio, grazie Guy!

Travailleur de la terrasse

Guy si è guadagnato un invito …a San Benedetto, il Santo incendiario.

Point de pain pour celui qui ne travaille pas !

Pour travailler sur la terrasse, nos amis viennent de loin, comme Guy, qui habite le Luberon, una région magnifique, mais préfère s’enfermer dans une cave de la via San Dalmazzo (comment ne pas le comprendre!).

Et, quand il finit de travailler à la cave, Guy manie le couteau sur la terrasse  avec une rare adresse. Merci Guy, tu es invité dès aujourd’hui à la San Benedetto, le Saint Incendiaire!

Il signore in giallo

Monsieur Polar

Segnali inquietanti

Des signes inquiétants

Una storia dimenticata...Une histoire oubliée...

Una lettera misteriosa ?

Une mystérieuse lettre qu’on écrit dans la rue…

A chi scrive l’autore ? À qui l’auteur écrit-il ?

Ad un misterioso signore in giallo…

À un mystérieux Monsieur Polar…

A Santo Stefano al mare …

Scende la sera.

Le soir tombe

Arrivano le prime biciclette (in giallo) dalla pista ciclabile

Le premiers vélopolars arrivent...

Poirot ha scoperto chi è il signore in giallo…

Poirot va découvrir qui est monsieur Polar …

Poirot et Daniela

Il signore in Giallo / Monsieur Polar

La notte gialla può cominciare

La nuit du polar peut commencer

Una notte frescolina, che arriva dopo un pomeriggio di temporale. Puoi capire le stress di Angelo Giudici, libraio, editore e sognatore, che ha organizzato questa Notte Gialla!

Gli autori ci sono, e sono tanti. Il pubblico si sa, quando si parla di letteratura, è un tantino reticente. Bah! Sentiamo delle critche, noi della terrazza, ma com’è “ligure” questo guardare senza fare e passare il tempo a criticare quelli che fanno!

Mi direte: il ligure è sognatore…È vero, come non esserlo in questa lingua di terra quando devi fare solo un passo per salpare verso altri mondi, e dove ancora  le streghe compiono riti strani nel mistero delle notti di montagna ? Però, il ligure -la sottoscritta ne sa qualcosa- preferisce esercitare la facile arte del mugugno invece di star contento, và a sapere perché! Solo il ligure ?

Une belle nuit fraiche (un peu trop) a suivi une journée orageuse qui a dépeuplé les plages.

Une raison supplémentaire de stress pour Angelo Giudici, libraire, qui a organisé cette “Nuit du Polar”. Les écrivains invités sont au rendez-vous, le public a toujours du mal face à des manifestations littéraires, mais nous autres, ceux de la terrasse, nous y sommes allés:  nous aimons ceux qui inventent leur vie et leur activité au jour le jour. Une nuit du polar critiquée ? Sans doute, mais tout le monde sait qu’il est plus facile de se tourner les pouces et de critiquer plutôt que de faire quelque chose!

Ah, que tout ceci est bien  dans l’esprit des habitants de Ligurie! Va savoir pourquoi le “ligure” – et j’en suis une – préfère souvent se plaindre plutôt que de profiter des occasions de plaisir et de connaissance… Seulement les “ligures” ?

Una casa fatta di cose…

…cioè oggetti, ognuno con una storia che si aggiunge alla storia della casa, delle volte della sala, dell’ultimo piano costruito con materiali più di scarto che di recupero come si dice oggi.

...da Bassora a Taggia

Gli oggetti raccontano storie vere e storie sognate.

Il vassoio di Bassora fu acquistato qualche anno fa durante un viaggio nel sud dell’Irak. Allora c’erano ancora le statue di Saddam che sfidavano l’Iran. Arrivai nella Venezia irachena –impoverita, ferita, maleodorante – dopo un viaggio in auto di 700 km, la sera. Mangiammo il pesce dello Shat Et Arab e non ci diedero il permesso di fare il film per il quale eravamo venuti.

Ma da dove viene davvero il vassoio ? Forse da una carovana di mercanti che ha attraversato l’Iran, o il deserto, e che lo usava per servire i datteri ed il té…

Il tappeto kurdo lo comprai dopo una contrattazione feroce nel bazar di Erbil, la capitale del Kurdistan iracheno.. Un’ora passata a discuterne il prezzo, durante il ramadan. Fu una provocazione il pretendere di avere un bicchiere di té per concludere l’acquisto. L’ho bevuto da sola, in piedi, di fronte a uomini accovacciati nella penombra. Mi disse poi l’interprete che avevo corso un bel rischio inutile forzando la mano di musulmani che digiunavano. Forse ancora oggi si raccontano la storia di questa sciocca donna occidentale ostinata e senza foulard.

...da Erbil a Taggia

Accanto al poster di una bella mostra a Parigi, ha trovato posto la foto di un’altra casa, in Sicilia, da tempo lasciata. (Gli oggetti trovano spesso il loro posto da soli, li posi lì per caso e poi scopri che è lì che dovevano andare).

La foto è stata scattata da Bruno, un fotografo troppo sensibile che fece i Pirenei a piedi e poi sparì, perlomeno dalla mia vita.

...da Noto a Taggia

Anche le persiane hanno una funzione che non è solo quella di riparare dal sole o dalla pioggia. Disegnano un’altra Via San Dalmazzo, misteriosa, silenziosa. Ma è davvero Via San Dalmazzo ? Davvero è Taggia ?

GLI OSPITI DELLA TERRAZZA

vengono anche da Copenhagen

Stinus

Histoire de choses…

Les objets envahissent petit à petit une nouvelle maison, mais ce n’est pas par hasard. Ils racontent chacun une histoire, vraie ou rêvée. Cette histoire enrichit celle de la maison, de ses murs irréguliers, de ses voûtes, de sa terrasse.

Une table venue de Bassorah ? J’avais parcouru quelques sept-cents kilomètres pour me rendre dans la Venise de l’Irak, du temps où les statues de Saddam pointaient encore leur doigt vers l’Iran. Appauvrie, sale, ainsi m’apparut la ville mythique. Je devais y tourner un film, pour lequel nous n’obtîmes pas l’autorisation. De ce voyage, je ne rapportait que cette table : d’où venait-elle ? Peut-être bien d’une tribu de nomades, qui y servaient le thé et les dattes durant leur traversée du désert.

Le tapis kurde je l’arrachai à un bon prix à des marchands dans le bazar d’Erbil, la capitale du Kurdistan irakien. C’était le Ramadan. Je prétendis bêtement un verre de thé pour conclure la vente et je le bus seule, plusieurs paires d’yeux scrutant cette stupide occidentale qui bravait un interdit et qui ne portait même pas de foulard. Mon interprète s’est justement fâché pour ce risque inutile que je lui avais fait courir.

Une photo noir et blanc a trouvé sa place à côté de l’affiche d’une belle expo parisienne : « Dans la ville Chinoise ». Avez-vous remarqué que, la plupart du temps, les objets trouvent leur place tout seuls ? On les pose dans un coin et il s’avère que c’est justement là qu’ils devaient aller. Cette photo raconte l’histoire d’une autre maison, en Sicile, et de Bruno, un photographe sensible et talentueux dont j’ai perdu la trace après qu’il ait traversé les Pyrénées à pieds.

Les volets aussi ont leur place et leur fonction, qui n’est pas seulement de nous abriter du soleil ou de la pluie. La nuit, elles dessinent une autre Via San Dalmazzo. Mais est-ce vraiment la Via San Dalmazzo ? Est-ce vraiment Taggia ? Qui est-ce qui est en train d’espionner la rue ?